MIRABELLO SANNITICO

PROVINCE OF CAMPOBASSO, REGION OF MOLISE

Mirabello Sannitico festival scene

The picturesque small town of Mirabello Sannitico is distinguished by the Tappi no River flowing on either side of the town on the north and south, with nearby towns including Campobasso to the northwest and Vinchiaturo to the southwest.

The town has approximately 2,132 inhabitants, known as Mirabellesi. It has an agrarian-based culture and history, dating back to at least the 12th century. The story starts in the 3rd century B.C., when the Romans destroyed the Samnite town of Ruf f irium in a bloody battle, and the population moved away and founded another village, called Mirum Bellum, while on the ruins of the old town, the Romans built a tower used as a fortress for political prisoners.

In medieval times a number of lords ruled over Mirabello, among them Stefano di Beclair, the D’Alemagna, the Gambatesa and finally the Frangipane families. The oldest reference to the town appears in a church register in 1193 which mentions the church of Saint Salvator of Mirabello whose location and ruins are now lost, adjacent to the Tappino river. Numerous battles were fought over water rights for the land between Mirabello Sannitico and Ferrazzano.

Unfortunately, many earthquakes have historically plagued the area. This region suffered large earth quakes in 847, 1294, 1309. Other temblors struck in 1456, 1587, 1688 (resulting in no deaths since the earthquake struck when most were in the f ields) and 1794. In 1805, an earthquake struck the area that killed nearly 6,000 people in Molise and 300 in Mirabello itself and turned a previously damaged church, San Nicola, into rubble.

The town is laid out in a classic medieval fashion, with a radial array of streets surrounding the principal church, Santa Maria Assunta in Cielo. The principal street, as in nearly all Italian towns, is named via Roma, which in accord with a 1930s decree by Mussolini was changed from via San Nicola. This street goes past the main piazza and leads out of town. At the end of via Roma lies an ancient well, where the cap stones have numer ous deeply carved vertical grooves due to centuries of hauling water with buckets and ropes.

The townspeople observe many feast days, cel ebrating in traditional style with parades, reli gious processions and fireworks. Many inhabi tants still make their own wine, preserve tomatoes, make olive oil and slaughter a pig shortly after Christmas (ritualistically imitating centuries of forebears who did the same to pro vide meat throughout the coming year). The most elaborate celebration is for the feast of the patron saint of the town, St. George, on April 23.

A beautiful legend tells the story of the miraculous intervention of St. George during the Middle Ages. As the legend has it, invaders were approaching the village when a majestic knight appeared on a hill (now called Colle San Giorgio) and at each touch of his spear from the ground there rose innumerable soldiers, and this frightened their enemies, who retreated. Then the people of the village ran to the top of the hill and saw not even one soldier, just in the middle of the vineyards the statue of St. George, previously kept in a chapel. One of the important sights in the town is the

View of Mirabello Sannitico

church of Santa Maria Assunta, which pre serves a silver cross decorated with the images of San Giovanni Battista, San Nicola di Bari, Sant’Antonio and San Francesco d’Assisi, and a painting representing the Virgin Mary, San Nicola and San Pietro. Emigrants from this town are scattered through out the world. From about 1880 to 1925 many settled in New York City, Philadelphia and Cleveland. However, after World War II, emigra tion to Canada, Switzerland, and South America was more common.

What to See

• Church of Santa Maria Assunta in Cielo

• Church of San Rocco

• Church of San Giorgo

• Church of Santa Maria di Monteverde in the nearby hills

• Nearby Campitello Matese Ski Resort Important Dates

• March 19 — Feast of St. Joseph

• April 23 — Feast of St. George, the patron saint

• June 13 — Feast of St. Anthony

Sources:

en.m.wikipedia.orgwiki/ Mirabello_Sannitico

www.comune.mirabellosannitico.cb.it/hh/ index.php

www.enchantingitaly.com/regions/molise/ province-campobasso/mirabellosannitico. htm

Italiano

MIRABELLO

PROVINCIA DI CAMPOBASSO, REGIONE MOLISE

Translated by Maddalena Borea

La caratteristica cittadina di nome Mira bello Sannitico è caratterizzata dal f iume Tappino che scorre da un lato e dall’altro della città. Non molto distante da Campobasso e da Vin chiaturo, conta circa 2,132 abitanti, conosciuti come mirabellesi. La sua storia risale al dodicesimo secolo, ma in realtà resalirebbe al terzo secolo prima di Cristo.

I romani avevano distrutto la citta’ di Ruffirium durante una battaglia sanguinosa, e i superstiti andarono a fondare una comunità a cui diedero il nome di Mirum Bellum. Sulle rovine del vecchio villaggio i Romani stessi eressero una fortezza in cui custodivano pri gionieri politici. Durante il periodo medievale molti signori si susseguirono a governare la cit tadina, e sono da ricordare Stefano di Beclair, i D’Alemagna, i Gambatesa e i Frangipane.

Alcune notizie di Mirabello ci vengono da doc umenti ecclesiastici del 1193., in cui si accenna a una chiesa, la chiesa di San Salvatore di Mirabello, completamente distrutta e quindi non più esistente. Sfortunatamente molti ter remoti, quelli dell’ 847, del 1294, 1309, 1456, 1587, 1688, 1794, 1805 hanno continuato a piagare la città. Quello del 1805, poi, uccise addirittura seimila persone in Molise e 300 in Mirabello. Mirabello ha caratteristiche medie vali, con stradette che circondano la chiesa Madre, cioè quella principale, quella di Santa Maria Assunta in cielo. La strada principale si chiama Via Roma, che precedentemente era conosciuta come via San Nicola.

Si chiamò Via Roma in seguito a un ordine di Mussolini, secondo il quale ogni città d’Italia doveva avere una Via Roma, in onore alla Città Eterna. Alla fine di questa via Roma esiste una cisterna dalla quale, attraverso i secoli, si attingeva acqua con corda e con secchio. Ancora oggi la popolazione celebra feste con pro cessioni e fuochi artificiali, ed ogni anno ogni famiglia uccide un maiale, dopo Natale, per assi curare alla famiglia stessa una provvista di carne per l’anno intero.

La festa più elaborata è la festa del Santo Patrono, San Giorgio, il 23 aprile. Secondo una leggenda, San Giorgio intervenne a proteggere i cittadini di Mirabello durante un’invasione nel Medioevo. Si racconta che un poderoso cavaliere apparve su un colle oggi chiamato Colle San Giorgio, per proteggere i mirabellesi. Ad ogni tocco della spada del cav aliere apparivano innumerevoli soldati. .Gli avversari atterriti si dissiparono e gli innu merevoli soldati sparirono. I cittadini corsero verso la collina per cercare i soldati e l’unica cosa che trovarono fu la statua di San Giorgio, che era ordinariamente tenuta in una cappella.

Una delle attrazioni del luogo è la chiesa di San ta Maria Assunta, che conserva una Croce, sulla quale sono immagini di San Nicola di Bari, di Sant’Antonio di Padova, di San Francesco d’As sisi. Conserva anche un dipinto della Vergine, di San Nicola, di San Francesco, e di San Pietro. Dal 1880 al 1925 molti emigrarono in diverse parti del mondo. La maggior parte negli Stati Uniti e in Canada. e , dopo la seconda guerra mondiale molti emigrarono in Svizzera ed in alcuni paesi dell’America latina. ❚

Attrazioni del luogo:

• La Chiesa di Santa Maria Assunta in cielo

• La Chiesa di San Rocco

• La Chiesa di San Giorgio

• La chiesa di Santa Maria di Monteverde, sui vicini colli

• Campitello Matese, famosa stazione di sport invernali

Date da ricordare:

• 19 marzo — Festa di San Giuseppe

• 23 aprile — Festa di San Giorgio, Santo Patrono

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