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Vitulazio - Ottobre del 1948 John Joseph Scialdone sbarca in America con in tasca la laurea
in ingegneria meccanica conseguita in Italia con tutte le caratteristiche degli emigranti di
una volta: andar via dall’Italia, ormai dilaniata dalla guerra, per poter lavorare per
sopravvivere.
Giovan Giuseppe Scialdone nato a Villavolturno oggi è ancora in servizio presso la NASA,
l’Agenzia Spaziale Americana.
Di seguito viene riportata un intervista pubblicata sulla rivista "Block Notes" del
31 ottobre 1998.
Abbiamo avuto l’onore di conoscere il prof. Scialdone e ne abbiamo subito captato
l’aspetto interiore, risultato: eccezionale sotto l’aspetto umano, un amico, preparatissimo
sotto quello scientifico.
Abbiamo approfittato della breve vacanza, qui a Vitulazio per rivolgere al Prof. Scialdone
alcune domande.
Professore ci parli un po’ di lei:
Sono nato a Vitulazio 72 anni fa, ho frequentato il Magistrale di Capua, quindi il Liceo
Scientifico di Caserta, Armando Diaz, quando nessuno andava a quella scuola, ho conseguito
la maturità a Caserta e poi ho frequentato l’Università di Napoli laureandomi in Ingegneria
Meccanica.
Nel 1950, quando le condizioni non erano propizie in Italia emigrai negli Stati Uniti per
frequentare le scuole superiori di avanzamento nel campo dell’ingegneria aerospaziale e
la laurea di ricerca. Per fare questo ho dovuto lavorare sodo, ho fatto persino il cameriere
per potermi pagare gli studi. Dopo essermi laureato in America andai a lavorare alla
Westinghouse Eletric, infatti lavori con l’istituto che studiava a quei tempi un sistema
di propulsione nucleare. Nel ’60 quando cominciò la corsa allo spazio fui richiesto alla
NASA e da allora continuo a lavorarvi.
Sono diventato col tempo Capo della Sezione Materiali del campo dei polimeri e dei plastici.
Ho al mio attivo una ottantina di pubblicazioni che si trovano tuttora nei libri e sono
considerato, lo dico con molta modestia, un pioniere della NASA.
Professore ha conosciuto qualche astronauta?
Certamente, le dirò che qualche tempo fa ho ricevuto, proprio dagli astronauti, quello
che da noi viene chiamato il “Silver Snoopy”, un riconoscimento che hanno dato a pochi per
aver contribuito allo sviluppo dello Shuttle.
Sua moglie è americana?
Si, mia moglie è americana e anche i miei figli, ho due figli, sono americani, uno è medico
ed è capo reparto in due ospedali, mentre l’altro si interessa di pubblicità televisiva.
Professore in cosa consiste effettivamente il suo lavoro?
Sono specializzato in campo molecolare, studio le proprietà dei materiali,
l’emissione dei gas da parte di questi quando questi si trovano nello spazio dove,
praticamente, non c’è pressione e di conseguenza manca l’attrito. Inoltre mi interesso
della contaminazione gassosa delle particelle di polvere, poichè i materiali impiegati
possono inquinare nello spazio l’ambiente e quindi ci impedirebbe di captare quelle
radiazioni che vengono dallo spazio e sono molto deboli.
Ha mai insegnato?
Si ho insegnato per circa 14 anni fisica e termodinamica all’Università.
Si sente più tecnico o più scienziato?
Diciamo che mi sento più addentrato nel campo delle scienze piuttosto che in quello
dell’applicazione diretta. Ho collaborato allo studio di diversi satelliti che sono stati
lanciati nello spazio della NASA.
A Capua esiste il C.I.R.A., professore, avete contatti con questo centro di ricerca?
Indubbiamente ci sono contatti e scambi di interesse scientifico, ma vede il CIRA è più
specializzato nel campo dell’aereonautica e alla NASA c’è un centro che si interessa di
aeronautica, penso che i contatti avvengono con questo centro.
Conviene, secondo lei, spendere tanti soldi per la ricerca spaziale?
Certamente, e le spiego perché. Attraverso le ricerche spaziali si indaga sull’ origine
dela terra e di conseguenza sull’origine dell’uomo. Noi dobbiamo sapere la storia dell’uomo,
quali sono state le condizioni che hanno determinato tutto questo.
Professore, secondo lei esiste qualche forma di vita su altri mondi?
Penso proprio di si. Ci sono milioni di galassie e in qualcuna di esse sicuramente c’è
qualche forma di vita.
Per concludere, una confidenza: a Vitulazio si sono accorti che un loro concittadino è
un affermato scienziato?
Senta io non lo so. Ho cercato di fare onore al mio paese e non solo a Vitulazio ma anche
ai dintorni, sono stato a scuola a Capua, ho lasciato l’Italia a 22 anni e mi sento ancora
un vitulatino, un italiano.
Quando vengo a Vitulazio mi piace intrattenermi, oltre che con i familiari , con quei pochi
amici della mia età che ancora vivono, il resto non lo so
Articolo di Antonio Scala, pubblicato su Block Notes del 31 Ottobre 1998
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John Joseph Scialdone - A NASA Scientist
October 1948- John Joseph Scialdone arrives in America with a degree in mechanical
engineering earned in Italy, and with the eagerness of emigrants of those times
to leave war-torn Italy and find work.
Giovan Giuseppe Scialdone, born in Vitulazio, today still works at NASA, the
American Space Agency.
Below is an interview published in "Block Notes" magazine of October 31, 1998.
We had the honor of meeting professor Scialdone and we were quickly impressed by
his friendly personality and scientific acumen. We took advantage of his brief vacation
in Vitulazio for a brief interview of Prof. Scialdone.
Professor, tell us about yourself:
I was born in Vitulazio 72 years ago, I went to the Magistrale school at Capua, then
the Armando Diaz Science Lyceum at Caserta, and then Naples University from which I
graduated with a degree in Mechanical Engineering.
In 1950, when the situation was unfavorable in Italy, I emigrated to the United States
to attend graduate school in the field of areospace engineering and obtain an advanced
degree in research. To achieve this I had to work hard, I even worked as a waiter to
pay for my studies. After obtaining a degree in America, I went to work for Westinghouse
Electric, in fact I worked with the institute that was developing a nuclear
propulsion system. In the '60s when the race to space started, I was called by NASA and
from then on I continued working for NASA.
With time, I became Chief of the NASA Section on Space Materials, specializing in polymers
and plastics. I have published about eighty articles which one can still find in various
books, and I am regarded--I say this with great modesty--a NASA pioneer.
Professor, did you get to know any of the astronauts?
Certainly, some time ago I received from the astronauts the so-called "Silver Snoopy"
award, an award given to few for having contributed to the development of the Shuttle.
Is your wife American?
Yes, my wife and my two sons are American, one is a doctor and is chief of two
hospital divisions, while the other is in TV advertising.
Professor, tell us about your work.
I specialize in the field of molecular chemistry, I study the properties of materials
and their gaseous emissions in a space environment. Additionally, I am interested
in the gaseous contamination caused by dust particles, since materials used in
space could contaminate the surroundings and could hinder satellite-to-earth communications.
Did you ever teach?
Yes, I taught physics and thermodynamics at a university.
Do you feel more like an engineer or a scientist?
Let's say that I dwelled more in the realm of science than in the direct application of
science. I collaborated to the study of various satellite systems that have been
launched into space by NASA.
Are you in contact with the CIRA research center in Capua?
Undoubtedly there are scientific contacts and exchanges, but CIRA is more specialized
in the field of aeronautics and at NASA we do have a center specializing in
aeronautics, I think the the contacts are made through this center.
Is it worth it to spend so much money for space research?
Certainly, and I'll explain why. Through space research we investigate the origin of
the earth and consequently the origin of man. It is necessary that we know the
history of man and the conditions that determined our existence.
Professor, do you believe in the existence of life on other worlds?
I really think so. There are millions of galaxies and in some of them there is surely
some form of life.
In conclusion, tell me in confidence, did people in Vitulazio realize that one of
their own is a successful scientist?
I don't know...I tried to do honor to my town and to this area, I went to school in Capua,
I left Italy when I was 22 years old, and I still feel myself a "vitulatino", an Italian.
When I come to Vitulazio I like to pass the time not only with my relatives but also with
those few friends my age who are still alive, the rest I don't know...
Article by Antonio Scala, published in Block Notes of 31 October 1998, and freely
translated by Romeo Sabatini.